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Hotel Iulia*** di Vincenzo Morutto

Caffè Trattoria "A. Zentil"
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Nell’antica Roma chi era stato in schiavitù ed era poi diventato libero.
A Roma veniva chiamato LIBERTINUS chi era stato schiavo ed era poi diventato libero. Tale libertà veniva acquisita sia per mezzo della manomissione (cioè la restituzione della libertà ad uno schiavo) per opera del padrone, sia  anche durante l’impero per opera del magistrato dietro richiesta dello schiavo. Il nome di LIBERTINUS si contrapponeva al termine di INGENUUS, cioè nato libero.
Il nome LIBERTUS propriamente non indica la condizione sociale, ma la posizione del libertino in rapporto al suo antico padrone, diventato suo patronus.  Ma nell’uso spesso questi vocaboli si scambiarono, e liberto fu usato in luogo di libertino e libertino fu detto il figlio di padre affrancato.
Il liberto di fronte al suo padrone restava in una condizione di dipendenza, ovvero il patronato. L’affrancato riceveva i tre nomi romani, cioè il nome e il prenome del suo patrono, mentre spesso il suo nome primitivo diventava cognome.  Nell’onomastica prima del cognome è indicato, al genitivo, il prenome del suo ex padrone, seguito dalla parola libertus  abbreviata in l(ibertus) o lib(ertus).
I liberti, diventati cittadini, venivano iscritti nelle quattro tribù urbane, ed esercitavano il diritto di voto, ma il loro potere politico era molto ristretto.
Per quanto riguarda il diritto pubblico, il liberto non aveva  IUS HONORUM, cioè l’accesso alle magistrature, era escluso dal senato, dall’ordine equestre e dalle cariche municipali.
Nel diritto privato i limiti erano dati dai rapporti esistenti tra liberti e padroni; quanto questi fossero stretti è documentato dalla comunanza del nome e del sepolcro.
La legislazione matrimoniale augustea vietava il matrimonio tra senatori e liberte; peraltro la legislazione di Augusto, favorevole ai liberti, mirava a ristabilire l’ordine nelle relazioni tra liberti e patroni e ad elevare la loro condizione sociale, pur mantenendoli in una condizione di inferiorità politica.
I liberti costituirono, anche se il loro numero venne più tardi diminuendo, una classe considerevole fino agli ultimi secoli dell’impero.