Severi ed Augustales
Oltre ai magistrati, al consiglio ed ai patroni una notevole importanza nella vita delle città romane avevano i SEVIRI e gli AUGUSTALES.
Questi ultimi erano addetti al culto degli imperatori divinizzati e la loro corporazione ebbe una così grande importanza sociale al punto da costituire una classe a sé, intermedia tra i decurioni (membri dell’amministrazione della città) e il popolo.
Non vi è una netta distinzione tra i Seviri e gli Augustales; a Concordia troviamo gli uni e gli altri ma, mentre gli augustali sono tutti liberti, tra i seviri quattro sono “ingenui”: Ennius Runcho, M. Fulvius Marcellinus, M. Aurelius Paetus e T. Valerius Romulus.
Si può quindi supporre che a Concordia i seviri fossero in condizione di superiorità rispetto agli augustali.
Entrambi dovevano distinguersi dal resto della cittadinanza per la loro ricchezza; infatti alcuni di essi sono ricordati per donazioni compiute a favore di opere pubbliche.
In questo senso è importante citare la collaborazione dei seviri, liberti, alla costruzione dei ponti cittadini: sulle spallette del ponte romano ancora visibile sul posto , ad ovest di Concordia, lungo l’attuale via S. Pietro, sta scritto il nome del seviro Manius Acilinus Eudamus, che lasciò per testamento una somma di denaro per la costruzione del ponte stesso.
Anche il personaggio di M. Acutius Noetus , augustale, deve essere menzionato per la generosità dimostrata nei confronti della comunità cittadina.
